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"Fabio Prili, uomo ed artista di straordinaria solarità, comunicativo e gentile,
estroso e paziente, dopo il lavoro quotidiano, dipinge con determinazione
e passione per amore e per sete di conoscenza, poiché attraverso tutte le
sue opere, sembra andare alla ricerca di una realtà felice e senza tempo,
dove alcune forme-simbolo come la scacchiera, l'occhio, l'orologio,
le impossibili architetture e le silhouettes di donne metamorfiche e
bellissime sono riunite con una certa dose di casualità e di automatismo in
diversi accostamenti dando vita ad una serie di ambigue relazioni tra
la vita e la morte, tra l'amore e l'odio, tra la gioia e la paura, tra
la realtà apparente e la visione interiore ai bordi di un cosmo che sembra
sospeso sull'avventura dell'ignoto.
Anche le sue opere più recenti -
"Intuizione", "Algoritmo ecologico", "Foxy Lady", "L'estasi dell'impossibile",
"Ibrido", "L'albero della conoscenza", "Il sogno di Ulisse", "Archaios",
"Il peso di un sogno", ecc. - pur evidenziando una maggiore maturazione
dei mezzi tecnici ed espressivi, sono su una linea di naturale continuità
con la sua precedente ricerca pittorica in un impegno di fedeltà esclusiva
ad un mondo surreale dove la fantasia, la decorazione, il sogno e le sue
accumulazioni inconsce giocano un ruolo primario.
Lo spazio visionario di
ogni sua opera include misteriosamente stupori, risonanze e desideri di
libertà di vivere in una realtà assoluta e ricca di metafore e di oscuri
ed inediti valori. Ogni sua composizione viene ideata, progettata ed
eseguita quasi attraverso una scrittura automatica dove coesistono l'oggetto
ed il soggetto, il sensibile e l'immaginario.
Nell'opera "Il peso di un sogno" un aereo con le ali leggere di bianca carta e
la fusoliera di pesanti mattoni grigi sembra volerci comunicare che nella vita
tutto quello che apparentemente ci sembra leggero spesso si carica di un peso
insostenibile. L'aereo, comunque, è deciso a sfondare una delle pareti della
stanza-cosmo scandita da nubi leggere e dove intatte si palesano le ancestrali
ossessioni e le forze inarrestabili legate alla nascita.
Nell'opera "L'estasi dell'impossibile" l'occhio simbolo dell'artista che può
acquisire con la sua acuta sensibilità e le sue fulminee intuizioni una visione
illimitata e più completa del mondo, una maggiore coscienza di sé e dell'enigma
della propria esistenza - è legato in un contesto analogico ad una fantasiosa
figurazione metamorfica, simbolo di fuga ed evasione verso il sogno, e a corpi
celesti che ruotano incessantemente, forse per approdare ad un mondo di mistica
speranza e di matematica armonia" .
(Anna Iozzino)
"Le risultanze del nostro vivere quotidiano, cosi pervaso di umori negativi e
di veleni legislativi che complicano sempre più il nostro avvenire, inducono
quanti hanno a cuore la propria fortuna e il proprio benessere intellettuale e
sentimentale ad assumere atteggiamenti di abbandono di questa realtà sui mezzi
di salvezza che la fantasia mette ancora a disposizione.
Fabio Prili, artista
del nostro tempo, avverte questa esigenza e attraverso la sua pittura inventa
"paesaggi suggestivi", interni ed esterni di una nuova realtà in soccorso di
quanti inseguono un sogno di evasione e stentano a mettere a fuoco la propria
fantasia ed immaginazione per tradurne in immagini le proprie idee di evasione.
La pittura di Prili non si risolve però solo nel prodotto emotivo ed emozionale
che è capace di suggerire. L'atmosfera incantata, determinata da colori sempre
fortemente attivi e contrastanti, dà un senso di fiaba alla narrazione.
Ma al godimento della lettura superficiale, una più approfondita e migliore
comprensione della simbologia che Prili mette in atto permettono di arrivare a
quell'intima esigenza poetico-espressiva che l'artista vuole comunque comunicare
non solo come frutto del proprio impegno intellettuale, ma come suggerimento
dialettica verso i territori incontaminati del proprio io.
Le opere di Prili
appaiono nella loro globalità come un progetto in continua evoluzione, dove le
soluzioni, non lontane dalla realtà contingente, si attardano in atteggiamenti
che giocano il doppio ruolo della commedia e del laboratorio con l'ausilio delle
alchimie simboliche, dell'apparire e non essere, della finzione e del gioco.
Attraverso tutta questa narrazione che assume ora i toni della poesia, ora del
dramma epico, ora della commedia Prili si afferma come artista dalle notevoli
capacità espressive e disegnative".
(Mariasole Tatum Ruocco)

Pathos (t. m. su cartoncino cm 100x70)
"Pur nell'unità del proprio stile, radicato da anni nel surrealismo con
le sue componenti inquietanti, ambigue e fantastiche, nell'opera "Phatos",
Fabio Prili affronta il rapporto Arte-Cinema, attraverso la particolare
situazione che si crea su un set - immaginario quanto si vuole nella sua
atmosfera generale, nella disarmante linearità della composizione e per
i due spots-stelle di una misteriosa galassia, che forniscono luci irreali,
viola ed arancione, alla scena - che pur si connota di elementi concreti
come il pavimento a grandi quadri bianchi e neri, il fondale di colonne
doriche, il cespuglio di fiori bianchi, la macchina da presa e i quattro
soggetti recitanti in preda ad una passionalità e concitazione, capaci
di suscitare nel pubblico quell'intensa affettività e quel calore di
sentimenti che emozionano e coinvolgono".
(Anna Iozzino)
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